Come spiegato più in dettaglio in questo post su Search Engine Land, spesso si pone molta attenzione al lato tecnico del posizionamento e si sottovaluta invece la percezione che l’utente, colui che effettua una ricerca, ha del risultato della ricerca: la Search User Experience (SUE)
Ecco due consigli veloci a proposito di SUE a cui non si fa molta attenzione ma che possono avere un forte impatto sui risultati.
Il primo aiuta ad incrementare il traffico organico attraverso un aumento del CTR sui risultati delle ricerche, mentre il secondo aiuta a ridurre il bounce rate del nostro sito assicurando una buona prima impressione.
1 – l’URL è importante per la SEO
Da una ricerca fatta da Enquiro per MarketingSherpa e pubbicata in Sherpa’s 2008 Search Marketing Benchmark Guide (la 2009 guide è uscita da poco – ed è altamente raccomandata). La ricerca si propone di analizzare quale impatto hanno gli URL brevi e quelli lunghi sui comportamenti dell’utente. Ecco un’estratto:
“Quello che abbiamo scoperto è che gli URL lunghi attualmente fungono da deterrente e impediscono agli utenti di fare quello che ci aspettiamo facciano (click!). D’altro canto, gli utenti passano del tempo a decifrare cosa c’è scritto nell’URL stesso. Chi guarda un risultato con URL lungo attualmente finisce per cliccare sul risultato immediatamente dopo 2,5 volte più di quelli che osservano un risultato con URL breve
Gli URL lunghi contribuiscono ad aumentare i click (nel risultato successivo della pagina). Chi osserva un risultato con URL lungo
L’URL lungo respinge i click perchè viene ritenuto meno rilevante.
L’URL lungo può diventare una specie di muro visuale, dirigendo l’attenzione verso il risultato seguente.
Vista la velocità con cui gli utenti scorrono le pagine dei risultati e l’abbondanza di risultati “più semplici” disponibile, ha un certo senso il fatto che gli utenti saltino ogni elemento che possa causare una involontaria esitazione
Per essere più precisi: quegli URL lunghi e brutti creano un ostacolo cognitivo per l’utente, che spesso risolve il problema saltando il risultato e ignorandolo completamente
In questo modo, passando da un URL di questo tipo:
www.tuosito.it/apps/gui/net?appid=g849t5gtuv28g5&sid=325hgrwepsfd9iuhy
a un’URL come questo:
www.tuosito.it/offerte
possiamo ottenere un 2,5% di traffico in più senza nessun altro cambiamento al nostro ranking.
2 – Il design del nostro sito rflette la nostra credibilità
Ha senso dire che l’utente esprime dei giudizi basandosi sull’esperienza di navigazione nel nostro sito, a partire dalla nostra landing page. Ma quanto velocemente l’utente inizia a fare questi giudizi quando visitano il sito per la prima volta? Tenendo conto che solitamente questi nuovi visitatori sono l’utenza a cui voi tenete di più.
la risposta è: 1/20 di secondo
come emerge da uno studio condotto dai ricercatori della Carleton University di Ontario in Canada.
“… Anche se il nostro sito può avere prodotti, servizi o offerte superiori, una impressione iniziale negativa data da un design povero o eccessivamente lento può spingere gli utenti verso i nostri concorrenti. Abbiamo solo una possibilità di fare una buona impressione, rendiamocene conto.”
Perchè è così importante? Perchè la ricerca indica che il primo velocissimo giudizio che l’utente si fa del sito condiziona la possibilità di ogni transazione con esso. Fortunatamente, la ricerca Canadese ci offre alcuni consigli, fra i quali uno che può sembrare ovvio ma che non sempre viene seguito:
“Un sito chiaro, professionale e veloce a caricarsi assicura una buona prima impressione.”
Ma come facciamo a sapere quale prima impressione può ottenre il nostro sito? Ci sono molte variabili in gioco e non abbiamo strumenti di misura. Però possiamo testare abbastanza facilmente la reazione iniziale degli utenti di un nuovo sito mediante un nuovo strumento online chiamato Five Second Test che fa appunto questo.In pratica ci permette di inviare una immagine della pagina che vogliamno testare per poi farla lampeggiare sullo schermo di un utente disponibile al test per 5 secondi, dopo i quali l’utente registra quello che ricorda del sito








