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Google Search Engine Optimization Starter Guide

Categorie: Google, SEO

Google ha rilasciato la sua Search Engine Optimization Starter Guide che sottolinea le cose da fare e da non fare in ambito SEO.

La Search Engine Optimization Starter Guide è una guida rilasciata da Google che elenca le migliori pratiche attuabili dal webmaster per rendere più facile ai motori di ricerca la scansione, l’indicizzazione e la comprensione dei contenuti di un sito web. La guida non vi svelerà nessun segreto che proietterà il vostro sito in cima alle classifiche, ma vi aiuterà nell’ottimizzazione delle vostre pagine e vi darà nuove idee su come spingere in alto il vostro sito e aumentare la vostra visibilità sui motori di ricerca.

Google ha rilasciato la Google SEO Starter Guide per la prima volta nel 2008 e questa versione è stata rinnovata e aggiornata per riflettere i cambiamenti nella tecnologia dei motori di ricerca. Secondo il Webmaster Central Blog, la nuova e migliorata versione include voci di glossario in tutta la guida, esempi, modalità per ottimizzare il vostro sito web per dispositivi mobili ed una più chiara formulazione per una migliore leggibilità.

Ecco l’elenco dei contenuti nelle 32 pagine della Search Engine Optimization Starter Guide:

  • Crea titoli di pagina unici e precisi.
  • Fai uso del meta tag “description”.
  • Migliora la struttura degli URL.
  • Rendi il tuo sito più facile da navigare.
  • Offri contenuti e servizi di  qualità.
  • Scrivi meglio i testi di ancoraggio.
  • Ottimizza l’utilizzo delle immagini.
  • Utilizza gli headings in modo appropriato.
  • Fai un uso efficace del file robots.txt.
  • Fai attenzione al rel = “nofollow” per i collegamenti.
  • Notifica a Google i tuoi siti per dispositivi mobili.
  • Reindirizza gli utenti mobile con precisione.
  • Promuovi il tuo sito web nel modo giusto.
  • Fai uso degli strumenti gratuti di Google Webmaster Tools.

Google ha gentilmente reso disponibile la  Search Engine Optimization Starter Guide come download gratuito, senza nessuna registrazione richiesta. La guida è una lettura obbligata per ogni principiante che vuole ottimizzare il proprio sito web o per un imprenditore che ha bisogno di un corso di aggiornamento SEO.

Scarica qui la Search Engine Optimization Starter Guide (4.12 MB).

Tre modi di usare i Social Media per la SEO

Categorie: Hotel Marketing, SEO

E’ il momento di impegnarsi con i social network, non solo perché è un ottimo strumento di customer relationship management, ma perché le azioni svolte per ottenere fan saranno ottime anche per l’ottimizzazione sui motori di ricerca (SEO), permettendo così al vostro sito di ottenere un ranking più alto sui motori di ricerca.

  • Con l’altissimo numero di utenti Web presenti su Facebook, l’ormai onnipresente tasto like potrebbe diventare un elemento di importanza per la determinazione del ranking dei motori di ricerca. Adam Ostrow riflette sul possibile significato di Microsoft Bing di migliorare i risultati con i dati dei like, ma non scordiamoci anche che Google ha un rapporto con Facebook, utilizzandone i dati per rafforzare la sua ricerca in tempo reale.
  • Eric Schmidt, commentando l’impegno di Google sui prodotti principali (ricerca, Gmail, le mappe, …) disse: “Se ci pensi, è ovvio. Con il vostro permesso, sapere di più su chi sono i vostri amici, ci mette in condizioni di fornire risultati più precisi. La qualità della ricerca può migliorare “.

In attesa che tali scenari web futuri prendano esistenza, il saggio esperto di internet marketing si concentrerebbe su tre modi di utilizzare i social media per la SEO:

1. Accrescere le reti sociali – aumentare il numero di fans e followers
2. Aggiungere pulsanti  “Like” alle pagine web
3. Coinvolgere fan e followers in conversazioni, indirizzando gli sforzi dei media sociali verso il raggiungimento di nuovi fan per condividere le loro prospettive sulle reti sociali su cui sei presente

Il coinvolgimento indica la misura in cui un consumatore ha una significativa esperienza di brand experience quando è esposto alla pubblicità commerciale, alla sponsorizzazione, al contatto televisivo, o ad altre esperienze.

Due piccole cose che fanno una grande differenza

Categorie: SEO

Come spiegato più in dettaglio in questo post su Search Engine Land, spesso si pone molta attenzione al lato tecnico del posizionamento e si sottovaluta invece la percezione che l’utente, colui che effettua una ricerca, ha del risultato della ricerca: la Search User Experience (SUE)

Ecco due consigli veloci a proposito di SUE a cui non si fa molta attenzione ma che possono avere un forte impatto sui risultati.
Il primo aiuta ad incrementare il traffico organico attraverso un aumento del CTR sui risultati delle ricerche, mentre il secondo aiuta a ridurre il bounce rate del nostro sito assicurando una buona prima impressione.

1 – l’URL è importante per la SEO

Da una ricerca fatta da Enquiro per MarketingSherpa e pubbicata in Sherpa’s 2008 Search Marketing Benchmark Guide (la 2009 guide è uscita da poco – ed è altamente raccomandata). La ricerca si propone di analizzare quale impatto hanno gli URL brevi e quelli lunghi sui comportamenti dell’utente. Ecco un’estratto:

“Quello che abbiamo scoperto è che gli URL lunghi attualmente fungono da deterrente e impediscono agli utenti di fare quello che ci aspettiamo facciano (click!). D’altro canto, gli utenti passano del tempo a decifrare cosa c’è scritto nell’URL stesso. Chi guarda un risultato con URL lungo attualmente finisce per cliccare sul risultato immediatamente dopo 2,5 volte più di quelli che osservano un risultato con URL breve

Gli URL lunghi contribuiscono ad aumentare i click (nel risultato successivo della pagina). Chi osserva un risultato con URL lungo

L’URL lungo respinge i click perchè viene ritenuto meno rilevante.

L’URL lungo può diventare una specie di muro visuale, dirigendo l’attenzione verso il risultato seguente.

Vista la velocità con cui gli utenti scorrono le pagine dei risultati e l’abbondanza di risultati “più semplici” disponibile, ha un certo senso il fatto che gli utenti saltino ogni elemento che possa causare una involontaria esitazione

Per essere più precisi: quegli URL lunghi e brutti creano un ostacolo cognitivo per l’utente, che spesso risolve il problema saltando il risultato e ignorandolo completamente

In questo modo, passando da un URL di questo tipo:

www.tuosito.it/apps/gui/net?appid=g849t5gtuv28g5&sid=325hgrwepsfd9iuhy

a un’URL come questo:

www.tuosito.it/offerte

possiamo ottenere un 2,5% di traffico in più senza nessun altro cambiamento al nostro ranking.

2 – Il design del nostro sito rflette la nostra credibilità

Ha senso dire che l’utente esprime dei giudizi basandosi sull’esperienza di navigazione nel nostro sito, a partire dalla nostra landing page. Ma quanto velocemente l’utente inizia a fare questi giudizi quando visitano il sito per la prima volta? Tenendo conto che solitamente questi nuovi visitatori sono l’utenza a cui voi tenete di più.

la risposta è: 1/20 di secondo

come emerge da uno studio condotto dai ricercatori della Carleton University di Ontario in Canada.

“… Anche se il nostro sito può avere prodotti, servizi o offerte superiori, una impressione iniziale negativa data da un design povero o eccessivamente lento può spingere gli utenti verso i nostri concorrenti. Abbiamo solo una possibilità di fare una buona impressione, rendiamocene conto.”

Perchè è così importante? Perchè la ricerca indica che il primo velocissimo giudizio che l’utente si fa del sito condiziona la possibilità di ogni transazione con esso. Fortunatamente, la ricerca Canadese ci offre alcuni consigli, fra i quali uno che può sembrare ovvio ma che non sempre viene seguito:

“Un sito chiaro, professionale e veloce a caricarsi assicura una buona prima impressione.”

Ma come facciamo a sapere quale prima impressione può ottenre il nostro sito? Ci sono molte variabili in gioco e non abbiamo strumenti di misura. Però possiamo testare abbastanza facilmente la reazione iniziale degli utenti di un nuovo sito mediante un nuovo strumento online chiamato Five Second Test che fa appunto questo.In pratica ci permette di inviare una immagine della pagina che vogliamno testare per poi farla lampeggiare sullo schermo di un utente disponibile al test per 5 secondi, dopo i quali l’utente registra quello che ricorda del sito